Spesso il bambino prima di capire il significato di parole come “gay” o “lesbica” – qualunque sia la direzione del suo orientamento sessuale – impara prima di tutto che indicano qualcosa di sgradevole.
Il concetto di genere è diventato un argomento di grande rilevanza nel contesto attuale.
È fondamentale educare i genitori affinché comprendano l’importanza di accettare e supportare i propri figli nella scoperta e nell’espressione della propria identità di genere.
Questo implica essere aperti al dialogo, ascoltare e rispettare le scelte dei propri figli, senza giudicare o imporre stereotipi di genere.
In conclusione, la comprensione del genere in tutte le sue sfaccettature è essenziale per promuovere l’uguaglianza e il rispetto delle diversità.
È necessario educare le nuove generazioni a essere aperte e inclusive, creando un ambiente in cui ogni individuo possa sentirsi accettato e rispettato per la propria identità di genere, indipendentemente da essa.
Prima di esaminare l’importanza di comprendere il genere in tutte le sue sfaccettature, è opportuno sottolineare che il concetto di genere va oltre la semplice dicotomia maschile/femminile.
Esso rappresenta un continuum che abbraccia una vasta gamma di identità e espressioni.
Riconoscere questa diversità è fondamentale per creare una società inclusiva, in cui ogni individuo possa sentirsi accettato e rispettato per ciò che è.
In ambito scientifico, la il termine sesso viene utilizzato per indicare se una persona sia descrivibile come maschio e femmina in base ai criteri biologici sessuali assegnati alla nascita. Il sesso biologico è influenzato da tanti fattori che condizionano sia la fisiologia del corpo sia che la differenziazione del cervello lungo il percorso di crescita.
Cosa si intende per identità di genere?
Ogni individuo possiede un’identità di genere unica e solo lui può definirla.
L’identità di genere rappresenta ciò che una persona sente interiormente di essere: un maschio, una femmina, entrambi o nessuno dei due.
Di solito, l’identità di genere si sviluppa precocemente durante l’infanzia e si consolida intorno ai 3-4 anni.
A due anni, il bambino distingue i due generi, maschile e femminile, basandosi sul riconoscimento anatomico.
Tra i 4 e i 6 anni, acquisisce consapevolezza della costanza del proprio sesso anatomico, anche se l’aspetto esteriore può variare.
Due concetti strettamente correlati all’identità di genere, ma che non devono essere confusi con essa, sono il ruolo di genere e l’orientamento sessuale.
Il ruolo di genere si riferisce alle azioni compiute per esprimere agli altri l’appartenenza a un determinato sesso, ovvero le norme comportamentali associate al genere in una determinata società.
Queste norme sono principalmente il risultato delle consuetudini sociali e ognuno può decidere se conformarsi ad esse o meno. Ad esempio, i bambini che non amano giocare a calcio o le bambine che non amano indossare gonne non si conformano al loro ruolo di genere, ma ciò non significa che non si percepiscano come maschi o femmine.
Allo stesso modo, l’identità di genere non deve essere confusa con l’orientamento sessuale, che rappresenta l’attrazione emotiva, affettiva e fisica che si prova verso persone del sesso opposto (eterosessualità), dello stesso sesso (omosessualità) o di entrambi i sessi (bisessualità), soprattutto a partire dalla pubertà.
L’identità di genere, il ruolo di genere e l’orientamento sessuale sono strettamente intrecciati, ma hanno una loro autonomia e interagiscono in modo molto complesso. A volte, l’identità di genere può svilupparsi in modo variante o atipico, ovvero può non coincidere con il genere assegnato alla nascita.
Si parla di varianza di genere o “non conformità di genere” quando l’identità di genere o il ruolo di genere di un individuo differiscono dalle norme culturali comuni per una persona di un determinato sesso.
Ci sono bambini e bambine che crescono desiderando un abbigliamento, giochi e attività che non corrispondono allo stereotipo di genere imposto dalla società. Sono bambini e bambine che si esprimono in modo diverso dalla maggioranza, ma non soffrono per essere identificati secondo il loro sesso di nascita. Infatti, si definisce cisgender una persona nella quale il sesso biologico, l’identità di genere e il ruolo corrispondono (termine introdotto negli anni sessanta, dallo psicoanalista Robert Stoller, durante un congresso internazionale di Psicoanalisi).
Quindi, riepilogando, che cos’è l’identità sessuale?
È una dimensione soggettiva del proprio essere sessuato ed è composta da 4 fattori differenti: il sesso biologico, l’identità di genere, l’orientamento sessuale, il ruolo di genere.
L’orientamento sessuale indica la direzione della sessualità in un individuo indipendentemente dal genere a cui tale individuo appartiene: si può essere eterosessuale, omosessuale, bisessuali.
L’identità di genere è un senso intimo, profondo e soggettivo di appartenenza alle categorie sociali e culturali “maschio/femmina”, ovvero il riconoscimento soggettivo e profondo, conscio e inconscio, di appartenere ad un sesso e di non appartenere all’altro.
il ruolo di genere è l’insieme dei comportamenti che, nell’ambito di un dato contesto socio-culturale, sono riconosciuti come propri dei maschi e delle femmine.
Quanto contaneo le aspettative, i desideri, le fantasie di un genitore che mette al mondo un figlio?
Abbiamo detto che il ruolo di genere è l’insieme dei comportamenti che, nell’ambito di un dato contesto socio-culturale, sono riconosciuti come propri dei maschi e delle femmine. Risultano fondamentali quindi le aspettative e i desideri dei genitori.
È importante comprendere che il genere non è determinato solo dai genitali con cui si nasce.
Creare una rappresentazione binaria basata solo su questo criterio non rispetta coloro che potrebbero essere una combinazione di entrambi i generi a livello cromosomico.
È meglio evitare di dire frasi come “se hai il pene sei maschio” o “se hai la vagina sei femmina“, poiché ciò potrebbe portare a convinzioni errate fin dalla tenera età.
È importante limitare l’uso di stereotipi di genere, specialmente quando si tratta di bambini e bambine. Frasi come “i maschi non piangono” o “il rosa è un colore per le femmine” creano una distinzione di genere basata su stereotipi sociali.
Ad esempio, la connessione tra il genere e il colore. L’utilizzo di stereotipi di genere crea un ambiente rigido che non permette l’espressione dell’individualità. Le pressioni sociali legate ai ruoli di genere possono manifestarsi come fattori di rischio per lo sviluppo di ansia, depressione, ideazione suicidaria, autolesionismo, abuso di sostanze e disturbi del comportamento alimentare.
È fondamentale educare le persone a comprendere che il genere è una dimensione complessa e che ogni individuo ha il diritto di esprimere la propria identità di genere senza essere giudicato o limitato dagli stereotipi di genere imposti dalla società. Solo creando un ambiente inclusivo e rispettoso possiamo garantire il benessere e la felicità di tutti.
Cosa influenza quindi l’identità di genere?
L’identità di genere è come un puzzle complesso, composto da diversi pezzi che devono essere assemblati per ottenere una visione completa. I pezzi socio-culturali e psicologici sono fondamentali, poiché influenzano la definizione dell’identità di genere. Tuttavia, non possiamo ignorare il pezzo biologico, che potrebbe anche avere un ruolo importante. Immagina che il puzzle rappresenti l’identità di genere.
Alcuni studi hanno trovato differenze nel cervello delle persone transgender rispetto a quelle cisgender, come pezzi che si adattano in modo diverso. Queste differenze non sono però presenti in tutti i casi, quindi non possiamo generalizzare. Altri studi hanno esplorato il ruolo dei fattori genetici, come un altro pezzo del puzzle.
Hanno suggerito che ci potrebbero essere predisposizioni genetiche che influenzano l’identità di genere, ma ancora una volta, non c’è un unico gene o un insieme di geni che spieghi completamente tutto. Infine, l’identità di genere è un’esperienza soggettiva e personale, come l’immagine finale del puzzle che varia da individuo a individuo.
Per comprendere appieno l’identità di genere, dobbiamo considerare tutti questi pezzi: socio-culturali, psicologici e biologici. È come se dovessimo continuare a cercare i pezzi mancanti del puzzle attraverso la ricerca scientifica, per migliorare la nostra comprensione dell’identità di genere e garantire una migliore qualità di vita alle persone transgender e gender variant.
Bambini e adolescenti gender variant: chi sono veramente?
Dobbiamo sottolineare che i bambini e gli adolescenti gender variant ( persone la cui modalità di espressione del genere differisce da ciò che ci si aspetterebbe da loro in base al sesso biologico a cui vengono assegnati alla nascita) possono sperimentare un profondo disagio e sofferenza a causa dell’incongruenza tra la propria identità di genere e il genere assegnato alla nascita.
Questo disagio può manifestarsi attraverso il desiderio di essere riconosciuti come appartenenti all’altro genere, la preferenza per abiti, giocattoli e giochi associati all’altro genere e l’instaurarsi di amicizie con persone dell’altro genere.
La disforia di genere può essere paragonata a un mare in tempesta, in cui una persona si trova in mezzo alle onde agitate e si sente in conflitto con il proprio genere assegnato alla nascita.
Questo mare tumultuoso può causare un profondo disagio e sofferenza, simile a quando una persona si sente persa in mezzo alle onde senza una direzione chiara. I segnali di disforia di genere possono essere come fari che indicano la presenza di una nave in difficoltà nel mare in tempesta. Questi segnali possono includere un desiderio persistente di appartenere all’altro genere, l’insoddisfazione riguardo al proprio corpo e l’identificazione con i ruoli di genere opposti. Riconoscere questi segnali precocemente è come accendere i fari per guidare la nave verso un porto sicuro.
È importante sottolineare che la disforia di genere non è una scelta o un capriccio, ma una realtà vissuta da molte persone.
In conclusione, è importante riconoscere e supportare i bambini e gli adolescenti gender variant.
La disforia di genere non è una scelta, ma una realtà vissuta da molte persone. Fornire informazioni accurate sulla disforia di genere e offrire un ambiente inclusivo può contribuire a migliorare la qualità di vita di questi individui e ridurre il rischio di problemi emotivi e comportamentali. È fondamentale che la società nel suo insieme si impegni a creare un ambiente accogliente e rispettoso per tutte le identità di genere.
L’OMS definisce la sessualità come:
«un aspetto centrale dell’essere umano lungo tutto l’arco della vita; la sessualità comprende il sesso, l’identità e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione. La sessualità viene vissuta ed espressa in pensieri, fantasie, desideri, credenze, attitudini, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni. Sebbene la sessualità possa includere tutte queste dimensioni, non tutte sono sempre vissute o espresse. La sessualità è influenzata dall’interazione di fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, culturali, etici, giuridici, storici, religiosi e spirituali.»
- disforia di genere (cioè la condizione clinica che scaturisce dalla discrepanza tra il sesso assegnato alla nascita e l’identità di genere)
- cisgender (senta cioè concordanza tra la propria identità sessuale e il sesso assegnato alla nascita),
- transgender (chi ha identità di genere diversa dal sesso assegnato alla nascita),
- gender variant (chi non riconosce il genere come concetto binario e non si riconosce nei ruoli sociali di genere maschile e femminile).
Bibliografia:
- P. Valerio e v.a., “Figure dell’identità di genere. Uno sguardo tra psicologia, clinica e discorso sociale”, F. Angeli editore, Roma, 2013
- F. Antonelli, “Genere, sessualità e teorie sociologiche”, CEDAM, 2018
- L. Rigobello e F. Gamba, “Disforia di genere in età evolutiva”
